Mobbing sul lavoro: come riconoscerlo e come difendersi

Tutela della dignità, della salute e della professionalità del lavoratore

Il mobbing sul lavoro rappresenta una delle situazioni più gravi e delicate nell’ambito dei rapporti lavorativi.

Non si tratta di un semplice conflitto tra colleghi o di una singola discussione con il datore di lavoro, ma di una serie di comportamenti ostili, ripetuti e sistematici che possono compromettere:

  • dignità personale;

  • equilibrio psicologico;

  • salute;

  • serenità lavorativa;

  • posizione professionale del dipendente.

Chi subisce mobbing si trova spesso in una condizione di forte isolamento e difficoltà, aggravata dal timore di perdere il lavoro, di non essere creduto, di subire ulteriori ritorsioni o di vedere compromessa la propria carriera.

Per questo motivo è fondamentale comprendere quando una situazione può integrare mobbing, quali sono le prove da raccogliere e, soprattutto, quali sono gli strumenti di tutela previsti dall'ordinamento.

Lo Studio Legale Associato Notarstefano, Barone & Di Dato assiste lavoratori, dirigenti e aziende nelle controversie relative a mobbing, straining, tutela della salute e responsabilità datoriale.

Cos'è il mobbing

Il mobbing consiste in una serie di comportamenti persecutori o vessatori posti in essere:

  • dal datore di lavoro;

  • da superiori gerarchici;

  • da colleghi;

  • dall’organizzazione aziendale.

Le condotte devono essere: ripetute nel tempo, sistematiche e idonee a creare emarginazione o pressione psicologica.

Il fenomeno può manifestarsi in diverse forme. I casi più frequenti sono rappresentati da:

  • isolamento professionale;

  • umiliazioni;

  • esclusione dalle attività;

  • svalutazione continua;

  • controlli esasperati;

  • trasferimenti ingiustificati;

  • contestazioni disciplinari strumentali;

  • svuotamento delle mansioni.

La valutazione deve sempre considerare il contesto complessivo del rapporto di lavoro.

Quando il conflitto diventa mobbing

Non ogni tensione lavorativa tuttavia costituisce mobbing.

I normali conflitti organizzativi o le singole contestazioni non sono sufficienti.

Per potersi effettivamente parlare di mobbing, occorre verificare la sussistenza di taluni elementi caratterizzanti, come:

  • la continuità delle condotte;

  • il loro carattere persecutorio;

  • l’effetto destabilizzante sul lavoratore;

  • l’esistenza di un disegno vessatorio o di una pressione sistematica.

Molte situazioni iniziano gradualmente, ad esempio, con l'esclusione dalle riunioni; con la perdita di responsabilità; con l'isolamento dai colleghi; con controlli anomali o con delle modifiche peggiorative delle mansioni.

Con il tempo tali comportamenti possono incidere gravemente sulla salute psicofisica del dipendente.

Le conseguenze sulla salute e sulla vita personale

Il mobbing può produrre conseguenze molto rilevanti, quali: ansia, stress, disturbi del sonno, perdita di autostima, depressione, burnout, peggioramento delle relazioni personali e familiari.

In molti casi il lavoratore continua a svolgere l’attività nonostante un forte disagio psicologico, aggravando progressivamente la situazione.

La tutela della salute costituisce uno degli aspetti centrali nelle controversie relative al mobbing.

Come raccogliere le prove

Come può facilmente immaginarsi, uno degli aspetti più delicati, nei casi di mobbing, riguarda la prova delle condotte vessatorie.

A tal fine, è sempre importante conservare: email, messaggi, comunicazioni aziendali, ordini di servizio, contestazioni disciplinari, documentazione sanitaria, certificazioni mediche, annotazioni cronologiche degli episodi.

Anche le testimonianze di colleghi o soggetti che abbiano assistito ai fatti possono assumere rilievo significativo.

La raccolta tempestiva delle prove è spesso decisiva per la tutela del lavoratore.

Mobbing, demansionamento e straining

Il mobbing si accompagna frequentemente a:

  • demansionamento;

  • isolamento professionale;

  • trasferimenti ingiustificati;

  • svuotamento delle mansioni;

  • pressioni finalizzate alle dimissioni.

In alcune situazioni può emergere il cosiddetto straining, ossia una forma di pressione lavorativa meno sistematica ma comunque idonea a generare danni alla salute o alla dignità del dipendente.

La distinzione tra conflitto lavorativo, straining e mobbing richiede una valutazione tecnica approfondita del contesto aziendale.

La responsabilità del datore di lavoro

Il datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare l'integrità psicofisica, dignità, la sicurezza e la salute del lavoratore.

Pertanto, l’azienda può essere chiamata a rispondere non solo delle condotte direttamente poste in essere, ma anche:

  • delle omissioni organizzative;

  • della mancata prevenzione di situazioni vessatorie;

  • della gestione inadeguata dei conflitti interni.

La responsabilità datoriale può assumere rilievo contrattuale, risarcitorio e organizzativo.

Il risarcimento del danno

Quando il mobbing produce conseguenze dannose, il lavoratore può avere diritto:

  • al risarcimento del danno biologico;

  • al risarcimento del danno professionale;

  • alla tutela della salute;

  • al ristoro dei danni patrimoniali e non patrimoniali.

La quantificazione del danno richiede spesso un'attenta analisi della documentazione medica, delle consulenze tecniche e di una ricostruzione dettagliata della vicenda lavorativa.

Ogni situazione deve essere valutata nella sua specificità.

Assistenza alle aziende

Anche per le aziende la prevenzione delle situazioni conflittuali è essenziale.

Una gestione inadeguata dei rapporti interni, delle segnalazioni o delle dinamiche organizzative può generare:

  • contenziosi complessi;

  • richieste risarcitorie rilevanti;

  • danni reputazionali;

  • criticità nel clima aziendale.

Lo Studio presta assistenza ad aziende ed HR:

  • nella gestione delle segnalazioni interne;

  • nella prevenzione del rischio lavoristico;

  • nella gestione dei conflitti organizzativi;

  • nelle indagini interne;

  • nel contenzioso relativo a mobbing e tutela della persona.

FAQ – Domande frequenti

Quando si può parlare di mobbing?

Quando vi sono comportamenti vessatori sistematici e ripetuti idonei a ledere dignità e salute del lavoratore.

Un singolo episodio basta?

No. Generalmente il mobbing richiede una pluralità di condotte protratte nel tempo.

Come posso dimostrare il mobbing?

Attraverso documenti, email, testimonianze, certificazioni mediche e ricostruzione degli episodi.

Il mobbing può causare risarcimento?

Sì, nei casi in cui siano dimostrati danni alla salute, alla professionalità o alla dignità personale.

Qual è la differenza tra mobbing e straining?

Lo straining può derivare anche da situazioni meno sistematiche ma comunque lesive per il lavoratore.

Le certificazioni mediche sono importanti?

Sì, soprattutto per dimostrare le conseguenze psicofisiche delle condotte subite.

Approfondimenti correlati

Può interessarti anche:

Contatta lo Studio

Per assistenza in materia di mobbing, tutela della salute sul lavoro o raccolta delle prove relative a condotte vessatorie, è possibile contattare lo Studio Legale Associato Notarstefano, Barone & Di Dato.

Una tempestiva analisi della situazione lavorativa e della documentazione disponibile consente spesso di individuare efficacemente le strategie di tutela più adeguate.